Ho scoperto questo divertente video (che forse i fan di Apple avranno difficoltà a capire..).
Ho scoperto questo divertente video (che forse i fan di Apple avranno difficoltà a capire..).
Segnalo questa interessante serie di slide di Josh Warner (la sua azienda è raggiungibile cliccando QUI) sull’uso dei video in internet. E’ particolarmente interessante non solo per la logica di utilizzo all’interno di dinamiche tipiche del web 2.0 ma anche (soprattutto?) per quanto riguarda la diversa modalità con la quale nei prossimi anni (e già da ora nei mercati più evoluti) bisogna agire per costruire un brand e aprire un rapporto con i consumatori
O per meglio dire, “aprire una conversazione”
Cercavo su slide share una presentazione che avvalorasse la personale ipotesi che all’interno della rete al valore che un tempo potevamo definire del “brand” (Cocacola, Apple, BMW e via dicendo) sta affiandosi quello del “tag”, ovvero della parola chiave. Ok lo so bene che tutti sanno cos’è un tag, ma se pensiamo che, per come “ragionano” i motori di ricerca adessso, il tagging di un articolo, di una foto, di una presentazione slide, di un filmato, di un vecchio compagno di classe su facebook è una componente indispensabile per fare sì che io possa trovare quello che voglio…non è questo dopo tutto il segreto del successo della rete? Poter analizzare tutti i termini della mia ricerca e poter soddisfare alla precisione massima le mie esigenze di conoscenza, che io sia un fan accanito di un musicista di cui probabilmente solo in Australia si sa qualcosa o che sia un appassionato di trapani a tamburo(se esistono)…a dividerci restano migliaia di chilometri, per unirci basta una parola, chiave, che apre tutte le serrature.
[promediaexpert]QOFTQpNhsWE[/promediaexpert]
Gli utenti esperti di internet conoscono questo video alla perfezione ma anche quelli più distratti si saranno certamente imbattuti in questa presentazione di statische…e scommetto che solo una ridottissima parte avranno interrotto il video prima della fine.
Questa formula “originale” di esposizione è proposta dalla bella rivista on line www.goodmagazine.com, un altro ottimo esempio di start up mediatica capace di coniugare temi interessanti o comunque di non facile trattazione in un contenitore veloce leggero e..beh..a dir poco accattivante.
Tornando al tema del filmato, chi anche minimamente conosce la rete sa bene che i contenuti a carattere pornografico sono da sempre una fetta molto larga dei contenuti proposti e, soprattutto, richiesti (per le statistiche al dettaglio vi rimando naturalmente al filmato, che al momento conta quasi 5 milioni di utenti).
Comunque nonostante le cifre da capogiro in ballo anche il mondo della pornografia sta affrontando una fase di passaggio dal classico sistema “voyeuristico” dei siti-vetrina ad un sistema più in linea con il web 2.0, adattandosi ad un sistema di fruizione più “interattivo”…ma ne parleremo presto più approfonditamente..
Seguendo il trend dettato dall’affermarsi di Youtube, sono spuntati come funghi siti clone che cercavano di affrontarne la concorrenza con:
In particolare quest’ultima opzione mi sembra importante, anche perché la domanda se l’era già posta qualche utente più veniale: perchè io produttore di contenuti dovrei fornire gratuitamente i miei servizi alla multinazionale della comunicazione più potente e indiscreta al mondo (sto parlando di Read the rest of this entry »
La madre di tutti i media, il periodico più conosciuto e più influente al mondo, il Times, dedicò la copertina di personaggio dell’anno 2006 agli utenti di Youtube. La rivoluzione era stata benedetta e il mondo dei media non sarebbe stato più lo stesso. Di lì in poi è stata una cavalcata trionfale fino alle recenti dichiarazioni di sperimentazioni in HD e un accordo ormai in fase di realizzazione per la prima televisione con accesso diretto ai contenuti del sito.
Niente male per uno strumento che deve la sua fortuna proprio alla sua semplicità:
Il sistema user generated content permette che i contenuti siano perennemente aggiornati e virtualmente infiniti, vuoi per la sfida che lancio a chiunque di visionare tutti i filmati presenti su Youtube, vuoi per la grande presenza di materiale non originale o al limite della violazione del copyright.
Si stima che nell’autunno 2007 il sito avesse 20 milioni di utenti giornalieri e 500.000 e oltre“autori”che condividono le proprie opere.
Questa stupenda macchina da soldi (che nel suo standard di 15 minuti sembra riecheggiare certi profetici annunci di Warhol) ha dei costi di mantenimento attorno ai 6 milioni di dollari mensili ma con ricavi Read the rest of this entry »
Come i lettori più attenti ricorderanno, stiamo per lanciare un nuovo progetto web-based relativo ad un particolare sport che in Italia è ancora considerato d’elite ma all’estero ha circa 60 milioni di praticanti (si accettano scommesse su quale sia…).
Abbiamo parecchie ore di filmati originali caricati su YouTube e che saranno aggregati in veri e propri canali tematici attraverso Mogulus e resi disponibili sul sito.
Visto che questa cosa si fa per sperimentare ma anche per guadagnare, pensavamo di avere tutti i requisiti per aprire un account su YouTube ad avere un piccolo ricavo attraverso il programma di revenue sharing che questo sito propone.
E invece niente!! Rispettiamo tutte le condizioni necessarie tranne che… essere residenti in USA, Canada e Regno Unito…
Certo l’Italia con noi non perderà dei grandi cervelli. Capisco (forse…) il senso di USA e Canada. Però il Regno Unito è nell’UE come noi ed è un peccato che si possa avere questa piccola occasione di business!!
Il primo post degli “struzzi” mi è venuto in mente questa mattina, durante una riunione nella quale qualcuno ha sostenuto che le persone anziane non guardano altro che la televisione e che quindi qualsiasi progetto mediale che comprenda il web è fuori bersaglio (figurarsi parlare di videogame)
Certo se abbiamo in mente il vecchio pensionato da bocciofila è probabilmente così. O forse no?
L’idea non è certo nuova. C’hanno provato in tanti. Tutti ci si sono rotti le ossa: qualcuno perchè truffatore, qualcuno perchè (troppo) visionario.
Anche la stilosa Apple era già entrata in questo mercato con un apparecchio che mi pare si chiami I-Tv, immagino oggetto del desiderio dei molti cultori del brand di Cupertino. Ma se lo erano comprato solo gli “adepti”.
Ma ora la ricreazione sembra finita: Panasonic porta Google ed il Web sul Tv di casa: è l’uovo di Colombo. Tecnicamente era già possibile ma bisognava essere un minimo smanettoni: colleghi il router di casa con un disco fisso dove hai piratato i film, ecc.. Ora invece è plug ‘n’ play!
Certo da noi questa cosa sarà inizialmente di nicchia. Non sposterà gli invariabili dati Auditel con i quali si assegna la torta della pubblicità. Però….
Leggete l’articolo su http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/scienza_e_tecnologia/google-7/google-tv/google-tv.html
Sto utilizzando YouTube per un paio di progetti, caricando parecchi filmati tematici. L’idea è di utilizzare questa piattaforma come archivio per altre applicazioni, blog in primis.
La cosa più incredibile (almeno per me, nato quando di canali in TV ce n’era uno solo, quando il mio primo computer era un commodore64. quando il modem a 14.400bps era la Ferrari della connettività) è il fatto che qualsiasi cosa venga caricata (facendo un tagging minimamente intelligente) trova sempre qualcuno che la guarda, senza aver mai fatto nessuna promozione (anzi).
Ovviamente non si tratta di numeri fantascientifici (peraltro superiori agli ascolti auditel di molte tv locali…) ma sono comunque contatti veri, di persone che hanno scelto di vedere i questi contenuti: dove si arriverà quando partirà la promozione e l’e-marketing vero su questi progetti? Nelle prossime settimane la risposta.
Nel box.net ho caricato un articolo preso dal supplemento Economia di Repubblica dove si racconta di quali saranno le imminenti evoluzioni di YouTube. In particolare è stato elevato il limite fisico dei file (portato ad 1Gb), di fatto aprendo la porta ad una definizione video ormai piuttosto elevata, teoricamente superiore a quella di una TV domestica (fatti salvi i problemi di velocità di connessione per una fruizione fluida).
Questo cosa può avere moltissime interessanti conseguenze. La prima è che YouTube diventa un grandissimo magazzino a disposizione di tutti gli Editori (problemi di diritti a parte…) aprendo la porta ad un’infinità di nuovi “canali tv”: chi sarà bravo ad aggregare un palinsesto intelligente rischia di poterci fare anche qualche soldo.
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