L’ esplorazione nel mondo virtuale di 2nd Life è chiaramente un tentativo di portare ad un ulteriore stadio evolutivo il classico sistema di navigazione nella rete, fornendo un simulacro del navigatore/browser e trasformando le pagine web dei siti in edifici, terreni, isole, luna park, castelli ecc.
In sè l’idea è molto buona anche e soprattutto dal punto di vista pubblicitario: in un’ottica, quella di internet, in cui la reclame non può essere invasiva ma piuttosto contenuto di esperienza ludica, tutte le maggiori corporation hanno speso non pochi fondi nella costruzione di piste di collaudo per automobili, parchi di divertimento virtuali a marchio cocacola; multinazionali quali Adidas hanno prontamente allestito uno shop in cui si possono acquistare (!) le controparti virtuali delle loro creazioni(Virtual Fashion Victim?). A ciò si aggiungano musei, riproduzioni di piazze famose, monumenti e naturalmente luoghi di socializzazione quali discoteche, bar, stripclub, festival.
Il tutto in pura ottica wikinomica, per cui, da un anno e mezzo a questa parte, chiunque può essere eploratore del mondo tramite iscrizione gratuita e illimitata, chiunque ha diritto ad un minimo di feature (i cosiddetti “freebies”)gratuiti e chiunque può esercitarsi nel creare e costruire e naturalmente rivendere oggetti di qualunque tipo in terreni di pratica denominate sandbox.
Qui infatti sta il punto di maggior complessità del mondo di Second Life: ogni esploratore può accedere ad una determinata serie di contenuti, per diventare residente però si deve pagare una tassa, per comprare un terreno si devono usare i Linden $ (che hanno naturalmente un corrispettivo in $ reali), casa e beni possono o essere costruiti o venire acquistati… E qui cominciano i problemi poco virtuali e molto reali…














