Dal MULTImedia al MACROmedia

appunti, strumenti e qualche sciocchezza sull'evoluzione della comunicazione

Un esempio di viral video per gli studenti dell’Università

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A completamento del materiale didattico per i ragazzi che stanno partecipando al Corso FSE organizzato dall’Università di Padova (assai discutibilmente intitolato “tecnico per la gestione di un emittente multimediale”, inserisco il video virale che volevo utilizzare come esempio e che non sono riuscito a scaricare su YouTube.

Al di là del materiale didattico, è un ottimo esempio di come oggi sia possibile fare comunicazione senza spendere follie di denaro in spazi pubblicitari e lasciando che siano i meccanismi del WOMM (Word Of Mouth Marketing, il vecchio “passaparola” reso di potenza atomica dal web e dalla digitalizzazione..) a fare una parte importante del lavoro.

Ancora su Esquire e la copertina elettronica

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Ho trovato, grazie anche al blog di The Future Lab, un nuovo filmato che spiega meglio come funziona la copertina di Esquire. Eccolo qui..

…indovinate cose tira di più sul web…

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[promediaexpert]QOFTQpNhsWE[/promediaexpert]


Gli utenti esperti di internet conoscono questo video alla perfezione ma anche quelli più distratti si saranno certamente imbattuti in questa presentazione di statische…e scommetto che solo una ridottissima parte avranno interrotto il video prima della fine.

Questa formula “originale” di esposizione è proposta dalla bella rivista on line www.goodmagazine.com, un altro ottimo esempio di start up mediatica capace di coniugare temi interessanti o comunque di non facile trattazione in un contenitore veloce leggero e..beh..a dir poco accattivante.

Tornando al tema del filmato, chi anche minimamente conosce la rete sa bene che i contenuti a carattere pornografico sono da sempre una fetta molto larga dei contenuti proposti e, soprattutto, richiesti (per le statistiche al dettaglio vi rimando naturalmente al filmato, che al momento conta quasi 5 milioni di utenti).

Comunque nonostante le cifre da capogiro in ballo anche il mondo della pornografia sta affrontando una fase di passaggio dal classico sistema “voyeuristico” dei siti-vetrina ad un sistema più in linea con il web 2.0, adattandosi ad un sistema di fruizione più “interattivo”…ma ne parleremo presto più approfonditamente..


Into The Wild Syndication

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bliptv-logo.gifOppure c’è un’altra via percorribile…non che abbia alle mie spalle una case history in particolare, ma un paio di interessanti riscontri sì.

Qui si parla di tecnologia ma non la si vende, né la si pubblicizza, qui si cerca un modus operandi, un sistema mentale che permette di adattare ai tempi veloci che viviamo le strategie di comunicazione.

Youtube è una vetrina indispensabile in questo senso ed è stupido e insensato farle concorrenza con le sue stesse armi..si può ricorrere a tutto il resto che la rete propone di interessante.

Qui entrano in ballo gli ultimi due nati in questo campo, Blip.Tv e Tubemogul..e l’affare si fa un po’ più articolato.

Oltre alle voci che vogliono l’unico altro grosso soggetto del web, ovvero Yahoo, a finanziare le tecnologie di Blip, effettivamente stiamo assistendo ad uno scarto di caratteristche tra questi player e corrispondenti siti rispetto al modello Youtube. A primo acchito colpisce la capacità di poter caricare filmati ad elevato bitrate e quindi poter garantire una qualità d’immagine superiore alla media dei video che si trovano in genere su internet.

Ma non si tratta di trovare solo una maggior qualità d’immagine,quanto di poter garantire una grande capacità di diffusione e propagazione dei contenuti.

In questo introduco senza soffermarmi troppo il loro sistema di Syndication che tra appassionati non abbiamo esitato a definire “selvaggia”: i tuoi contenuti possono diffondersi contemporaneamente su varie decine di piattaforme video tra le più frequentate, tra cui, udite udite, persino le liste i-Tunes per la Apple-Tv..

Certo tutto questo apre una considerazione ulteriore ed indispensabile, ovvero che se una syndication è possibile tramite le tecnologie offerte da queste due piattaforme per cui un solo upload può essere ridistribuito su una vasta scelta di siti web, bisogna comunque considerare che tra 50 piattaforme esistono molte differenze di parametri di formato, per cui è indispensabile una grande dimestichezza con i trattamenti tecnici cui sottoporre i prodotti digitali.

La considerazione più importante però va fatta sulla natura non solo tecnica dei contenuti, solo una produzione di buona qualità per temi e realizzazione può essere accettata da alcune piattaforme come per esempio i-Tunes.

Un motivo in più per ribadire che siamo di fronte ad un nuovo media tecnicamente ed organizzativamente parlando, che può aprire le porte di un mercato mondiale ma che dipende in tutto e per tutto dalla qualità delle idee messe in campo e dalla capacità di saperle realizzzare ad alti livelli. Non è (ancora)un gioco da ragazzi..

YouTube: il sito che vanta innumerevoli tentativi di imitazione…

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Seguendo il trend dettato dall’affermarsi di Youtube, sono spuntati come funghi siti clone che cercavano di affrontarne la concorrenza con:

  1. migliorie tecniche: come per esempio la qualità superiore del player di Brightcove
  2. differenziazioni di contenuto :da Blinx per i soli produttori professionisti a Current cui al Gore dona gentilmente faccia e idee per finire con youporn.png, che si commenta da solo e guarda caso è l’unico che prospera tanto da scavalcare nelle classifiche di utenza siti blasonati come Flickr e Amazon. Non ci credete? Guardate qui…
  3. promesse di guadagno..

In particolare quest’ultima opzione mi sembra importante, anche perché la domanda se l’era già posta qualche utente più veniale: perchè io produttore di contenuti dovrei fornire gratuitamente i miei servizi alla multinazionale della comunicazione più potente e indiscreta al mondo (sto parlando di Read the rest of this entry »

15 minutes Star

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time_2006_2.jpgLa madre di tutti i media, il periodico più conosciuto e più influente al mondo, il Times, dedicò la copertina di personaggio dell’anno 2006 agli utenti di Youtube. La rivoluzione era stata benedetta e il mondo dei media non sarebbe stato più lo stesso. Di lì in poi è stata una cavalcata trionfale fino alle recenti dichiarazioni di sperimentazioni in HD e un accordo ormai in fase di realizzazione per la prima televisione con accesso diretto ai contenuti del sito.

Niente male per uno strumento che deve la sua fortuna proprio alla sua semplicità:

Il sistema user generated content permette che i contenuti siano perennemente aggiornati e virtualmente infiniti, vuoi per la sfida che lancio a chiunque di visionare tutti i filmati presenti su Youtube, vuoi per la grande presenza di materiale non originale o al limite della violazione del copyright.

Si stima che nell’autunno 2007 il sito avesse 20 milioni di utenti giornalieri e 500.000 e oltre“autori”che condividono le proprie opere.

Questa stupenda macchina da soldi (che nel suo standard di 15 minuti sembra riecheggiare certi profetici annunci di Warhol) ha dei costi di mantenimento attorno ai 6 milioni di dollari mensili ma con ricavi Read the rest of this entry »

La lotta per i ricavi: un’altra occasione persa?

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Come i lettori più attenti ricorderanno, stiamo per lanciare un nuovo progetto web-based relativo ad un particolare sport che in Italia è ancora considerato d’elite ma all’estero ha circa 60 milioni di praticanti (si accettano scommesse su quale sia…).
Abbiamo parecchie ore di filmati originali caricati su YouTube e che saranno aggregati in veri e propri canali tematici attraverso Mogulus e resi disponibili sul sito.
Visto che questa cosa si fa per sperimentare ma anche per guadagnare, pensavamo di avere tutti i requisiti per aprire un account su YouTube ad avere un piccolo ricavo attraverso il programma di revenue sharing che questo sito propone.
E invece niente!! Rispettiamo tutte le condizioni necessarie tranne che… essere residenti in USA, Canada e Regno Unito…
Certo l’Italia con noi non perderà dei grandi cervelli. Capisco (forse…) il senso di USA e Canada. Però il Regno Unito è nell’UE come noi ed è un peccato che si possa avere questa piccola occasione di business!!

Spunti 5: quando c’è il contenuto la distribuzione è un dettaglio…

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  Ho caricato nel box.net un’interessante articolo uscito su Affari e Finanza di oggi  che tratta del caso di tre ventenni americani che, un po’ per scherzo ed un po’ sul serio, hanno iniziato a produrre un serial distribuendolo sul web (You Tube e http://www.weneedgirlfriends.tv/) e che, visto il successo è stato acquisito (ragazzi compresi…) dalla CBS.
  Tre riflessioni:

  1. se c’è il contenuto (nel senso che a qualcuno piace il tuo prodotto) prima o poi qualcuno se ne accorge e ti aiuta a crescere (almeno negli USA succede e la rete offre oggettivamente la possibilità di abbattere le barriere con i decisori)
  2. le opportunità per le persone che hanno voglia di fare non mancano. Certo se l’inglese fosse più conosciuto dagli studenti italiani sarebbe meglio…
  3. non serve fare un sito bellissimo per attirare consumatori, spettatori (audience insomma), se ci sono le idee

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