Dal MULTImedia al MACROmedia

appunti, strumenti e qualche sciocchezza sull'evoluzione della comunicazione

Il corso FSE per “gestori di contenuti” (anche se ufficialmente non si è chiamato così)

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Riporto qui sotto le slide utilizzate oggi durante l’incontro di valutazione del corso FSE (promosso dall’Università di Padova insieme a Confindustria e Telechiara) dedicato alla formazione della figura del “gestore di contenuti”. Si è trattato di un’esperienza interessante anche perchè è stato di fatto un vero e proprio laboratorio del prossimo Master di medesimo argomento in programma per il 2010. Un pensiero messo in cantiere ancora un paio di anni fa insieme a Bruno Voglino e Michele Cortelazzo.

Per chi volesse approfondire ulteriormente di cosa è stato parlato,  i docenti e i lavori svolti, è sufficiente cliccare QUI.

Ricevo da Minke Hamstra un’interessante segnalazione: il seguito di “I am the Media”, la presentazione di A.Thys

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Ho ricevuto da M.Hamstra la segnalazione che è stato pubblicato su slideshare il sequel della presentazione I am the Media pubblicata anche in questo blog (raggiungibile cliccando qui).

Il lavoro è frutto degli amici di The Future Lab e mi pare assolutamente interessante e degno di pubblicazione. Eccolo dunque qui sotto.

Ancora su Media a Scuola

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Nel precedente post riporto la mia relazione finale per il progetto Media a Scuola. Rivedendo mi sono accorto che non funziona correttamente il link ad un filmato.

Lo riporto quindi qui sotto. E’ in pratica un interessante esempio di utilizzo alternativo di un telefono cellulare.

Media a Scuola: conclusione del progetto

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E’ terminato sabato 31 maggio il progetto sperimentale Media a Scuola, svoltosi a Rovigo da gennaio 2008 ed il cui riferimento web è www.connettiamoci.org.

Trattandosi di un progetto sperimentale non è possibile ora stabilire quali ne saranno i risultati a medio periodo però l’impressione durante l’evento finale è stata positiva.

Riporto quindi qui sotto il materiale che ho utilizzato nella parte che mi competeva. Al di là del contenuto specifico, mi pare interessante sottolineare come questa presentazione sia stata preparata secondo una perfetta metodologia 2.0, andando cioè a cercare in giro vari contributi e facendone una sintesi intelligente (spero…) attraverso l’aggiunta di specifico valore aggiunto personale.

Media a Scuola, Nea Polis e www.connetiamoci.org

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E’ andato in onda mercoledì scorso il servizio di Nea Polis (la trasmissione di Raitre che parla di nuove tecnologie) sul progetto Media a Scuola (www.connettiamoci.org), un’interessante sperimentazione sull’uso dei new media in corso presso 5 scuole di Rovigo.

Ovviamente per un problema di diritti d’autore non possiamo embeddare il video ma solo mettere il link per la sua visualizzazione: eccolo qui

E-kart, freebies gratuiti a vostra disposizione

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girl-kart.jpgDa oggi non troverete più a lato il widget messoci a disposizione da Box.net; per testare le funzionalità e la trasparenza del carrello per il commercio elettronico abbiamo spostato i nostri file pdf a disposizione per il downloading gratuito all’interno del nostro store sotto la categoria Freebies.

Naturalmente perchè la “transazione” avvenga buon fine sarà indispensabile avere un account paypal su cui comunque non verrà addebtato nulla.

Grazie.

Into The Wild Syndication

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bliptv-logo.gifOppure c’è un’altra via percorribile…non che abbia alle mie spalle una case history in particolare, ma un paio di interessanti riscontri sì.

Qui si parla di tecnologia ma non la si vende, né la si pubblicizza, qui si cerca un modus operandi, un sistema mentale che permette di adattare ai tempi veloci che viviamo le strategie di comunicazione.

Youtube è una vetrina indispensabile in questo senso ed è stupido e insensato farle concorrenza con le sue stesse armi..si può ricorrere a tutto il resto che la rete propone di interessante.

Qui entrano in ballo gli ultimi due nati in questo campo, Blip.Tv e Tubemogul..e l’affare si fa un po’ più articolato.

Oltre alle voci che vogliono l’unico altro grosso soggetto del web, ovvero Yahoo, a finanziare le tecnologie di Blip, effettivamente stiamo assistendo ad uno scarto di caratteristche tra questi player e corrispondenti siti rispetto al modello Youtube. A primo acchito colpisce la capacità di poter caricare filmati ad elevato bitrate e quindi poter garantire una qualità d’immagine superiore alla media dei video che si trovano in genere su internet.

Ma non si tratta di trovare solo una maggior qualità d’immagine,quanto di poter garantire una grande capacità di diffusione e propagazione dei contenuti.

In questo introduco senza soffermarmi troppo il loro sistema di Syndication che tra appassionati non abbiamo esitato a definire “selvaggia”: i tuoi contenuti possono diffondersi contemporaneamente su varie decine di piattaforme video tra le più frequentate, tra cui, udite udite, persino le liste i-Tunes per la Apple-Tv..

Certo tutto questo apre una considerazione ulteriore ed indispensabile, ovvero che se una syndication è possibile tramite le tecnologie offerte da queste due piattaforme per cui un solo upload può essere ridistribuito su una vasta scelta di siti web, bisogna comunque considerare che tra 50 piattaforme esistono molte differenze di parametri di formato, per cui è indispensabile una grande dimestichezza con i trattamenti tecnici cui sottoporre i prodotti digitali.

La considerazione più importante però va fatta sulla natura non solo tecnica dei contenuti, solo una produzione di buona qualità per temi e realizzazione può essere accettata da alcune piattaforme come per esempio i-Tunes.

Un motivo in più per ribadire che siamo di fronte ad un nuovo media tecnicamente ed organizzativamente parlando, che può aprire le porte di un mercato mondiale ma che dipende in tutto e per tutto dalla qualità delle idee messe in campo e dalla capacità di saperle realizzzare ad alti livelli. Non è (ancora)un gioco da ragazzi..

Ireport: le news sono un genere (e non un media)

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Segnalo ai lettori il sito www.ireport.com. Si tratta di un progetto pilota della CNN (quindi di un editore non esattamente dilettante) che consiste nel mettere a disposizione una piattaforma per il caricamento e la condivisione delle news. In pratica un YouTube fatto di sole notizie.

Questa cosa ovviamente bypassa qualsiasi problema formale (tipo la molto italiana appartenenza ad un’Ordine professionale…) dando prova pratica che le news sono un genere di contenuto e non un media (come qualcuno qui da noi si ostina a pensa) e che quindi è la capacità di raccontare fatti e storie quella che conta e non certo il rispetto formale di un iter corporativistico.

Ireport mette a disposizione di chi vuol fare l’Editore (o come più mi piace definirlo: il content manager) un bacino di notizie (più o meno valide, ovviamente) con il quale completare la propria offerta di prodotto. La stessa CNN utilizza questo sito come fonte, affiancandola alla propria macchina operativa.
Ireport sfrutta la capacità delle persone di generare autonomamente contenuto di qualità, un’opportunità che solo la rivoluzione digitale di questi ultimi anni ha reso reale. Torneremo prossimanente su questo argomento sulla base di un progetto specifico che abbiamo in cantiere.

La lotta per i ricavi: un’altra occasione persa?

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Come i lettori più attenti ricorderanno, stiamo per lanciare un nuovo progetto web-based relativo ad un particolare sport che in Italia è ancora considerato d’elite ma all’estero ha circa 60 milioni di praticanti (si accettano scommesse su quale sia…).
Abbiamo parecchie ore di filmati originali caricati su YouTube e che saranno aggregati in veri e propri canali tematici attraverso Mogulus e resi disponibili sul sito.
Visto che questa cosa si fa per sperimentare ma anche per guadagnare, pensavamo di avere tutti i requisiti per aprire un account su YouTube ad avere un piccolo ricavo attraverso il programma di revenue sharing che questo sito propone.
E invece niente!! Rispettiamo tutte le condizioni necessarie tranne che… essere residenti in USA, Canada e Regno Unito…
Certo l’Italia con noi non perderà dei grandi cervelli. Capisco (forse…) il senso di USA e Canada. Però il Regno Unito è nell’UE come noi ed è un peccato che si possa avere questa piccola occasione di business!!

100.000 Click per il Venezia Calcio!

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logovenezia.jpgIl nuovo sito www.veneziacalcio.it , realizzato dal team di questo blog all’inizio del Dicembre 2007, nella giornata di Lunedi 11 / 2 /2008 a Mezzogiorno ha superato la soglia dei Centomila contatti, tutto questo in poco più di quaranta giorni!

Di più: la cronaca della partita in diretta via blog fatta dal giornalista Claudio Pea e dall’addetto stampa del Venezia Calcio Giovanni Sartor è stata seguita da oltre 4.000 persone. Non si tratta di cifre incredibili per una società che milita comunque (ancora?) in una categoria minore ( serie C1/A), considerando che le 4.000 persone via web si aggiungono a quelle che erano allo stadio…?

Un’avvisaglia del fenomeno c’era stata già il giorno della chiusura del mercato invernale, con oltre 3.700 tifosi a monitorare la campagna acquisti/cessioni dei loro beniamini fino al’ultimo minuto.

Da questo caso credo si possano trarre due insegnamenti:

il blog, utilizzato per dare informazioni specifiche sempre attualizzate in tempo reale , è oggettivamente uno strumento economicamente accessibile, efficace nella distribuzione ed alto potenziale come strumento di fidelizzazione: certo in Italia stiamo ancora alla TV generalista (nazionale e locale) però non è detto che sia sempre così…

è sempre il contenuto a fare numeri, al di là di fronzoli ed abbellimenti. Una grafica semplice e chiara nella navigazione interna, una buona distribuzione dei contenuti, unita alle indubbie capacità di scrittura dell’ufficio stampa del Venezia Calcio hanno già vinto una prima scomessa.

Il Precedente che aspettavamo:il weblog del Venezia Calcio

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S.S.C.Venezia.jpgNel mese di Dicembre ho avuto finalmente la possibilità di testare le teorie e gli studi fatti sulle piattaforme di blogging e sui Social Media in genere con una di quelle “nicchie” che in Italia non possono non avere successo:il calcio.

Certo di blog sul pallone preso a pedate ce ne sono innumerevoli ma mai una società di Calcio ne aveva adottato uno per promuovere ufficialmente la propria immagine e dare ai propri tifosi un vero e proprio bollettino delle proprie attività: allenamenti, commenti in “presa diretta”, editoriali a caldo, photogallery, slideshow e presto anche i video, con la prossima apertura di un canale proprio su Youtube e Mogulus. La sfida è stata accolta dalla S.S.C.Venezia, che attualmente milita in serie C1/A e che nel 2007 ha festeggiato i 100 anni d’agonismo.

La piattaforma sperimentata si è dimostrata estremamente elastica, permettendomi inoltre di creare una serie di contenuti statici, ad esempio le schede dei calciatori, della società e tutte le statistiche del campionato.

Uno strumento quindi affidabile e malleabile, in continua evoluzione, che è contemporanamente notiziario, sito e televisione e che Read the rest of this entry »

YouTube: come farsi guardare anche se non vuoi

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Sto utilizzando YouTube per un paio di progetti, caricando parecchi filmati tematici. L’idea è di utilizzare questa piattaforma come archivio per altre applicazioni, blog in primis.

La cosa più incredibile (almeno per me, nato quando di canali in TV ce n’era uno solo, quando il mio primo computer era un commodore64. quando il modem a 14.400bps era la Ferrari della connettività) è il fatto che qualsiasi cosa venga caricata (facendo un tagging minimamente intelligente) trova sempre qualcuno che la guarda, senza aver mai fatto nessuna promozione (anzi).

Ovviamente non si tratta di numeri fantascientifici (peraltro superiori agli ascolti auditel di molte tv locali…) ma sono comunque contatti veri, di persone che hanno scelto di vedere i questi contenuti: dove si arriverà quando partirà la promozione e l’e-marketing vero su questi progetti? Nelle prossime settimane la risposta.

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