Segnalo l’articolo di Stefano Carli su Affari e Finanza di Repubblica sulle prossime mosse di Mediaset nel campo della Tv & Web. E se si sentono minacciati loro (che possono agire/rimediare con non piccoli mezzi a loro disposizione), cosa dovrebbero fare la pletora di altre TV italane (locali in particolare)?
E pensare che con il giusto approccio si potrebbero fare cose eccellenti con veramente poche risorse, ovviamente innovando…
Questa presentazione di O’Reilly mi sembra oltremodo interessante. Soprattutto in un momento in cui molto si ragiona o sragiona da noi sulla riforma delle istituzioni, costituzione ecc.
Il concetto del Gov 2.’0 mi pare tanto interessante quanto, purtroppo, poco implementabile da noi.. (perchè significherebbe prendere decisioni razionali e non solo politiche (da noi perlopiù sinonimo di illogico o corrispondente ad interessi particolari). Però chissà…
Ho scaricato dal sito di Repubblica (e quindi non sono stato io a rubarlo…) il rapporto di Francesco Caio sulla diffusione della banda larga in Italia. E’ una lettura realmente interessante che ho l’impressione sia passata molto sotto silenzio in questi tempi di noemismi ed alta politica. In ogni caso contiene un bel quadro di scenario e diverse opzioni di sviluppo. Triste vedere che, come al solito, l’Italia rischia di perdere l’ennesimo treno. Però magari non si sa mai…. Certo, quello che salta fuori in modo evidente è l’enorme possibilità di produrre contenuti (che non sono solo film, news e talkshow) per un sistema economico in radicale e profondo cambiamento.
Ho ricevuto da M.Hamstra la segnalazione che è stato pubblicato su slideshare il sequel della presentazione I am the Media pubblicata anche in questo blog (raggiungibile cliccando qui).
Il lavoro è frutto degli amici di The Future Lab e mi pare assolutamente interessante e degno di pubblicazione. Eccolo dunque qui sotto.
Stavo giusto ragionando su come impostare un complicato e difficile passaggio che deve affrontare nei prossimi giorni/mesi una delle aziende con le quali collaboriamo. E’ difficile essere sintetici vista la complessità del tema. Però questa presentazione ci riesce piuttosto bene.
Questo video, trovato casualmente in rete, credo valga molto più dei 9 minuti di tempo necessari per vederlo. Ovviamente si può poi anche parlare dell’eccellente qualità del player di Vimeo ma è oggi un dettaglio…
Riporto a questo LINK l’intervista realizzata da Paolo Madron per il Sole24Ore di oggi a Marco Benedetto, per 28 anni massimo dirigente del Gruppo Espresso-Repubblica.
E’ veramente un’eccellente intervista, uno spaccato su come funziona ed ha funzionato il minuscolo settore editoriale in Italia e di come, viceversa, siano altri mercato (gli USA in particolare) i riferimenti da osservare per capire le tendenze in corso. Credo valga la pena leggerla.
P.S.: dato che non è detto che l’intervista rimanga online per sempre, cercheremo di riportarla quanto prima come scansione nel box.net che trovate in basso a destra.
Al di là delle piccole beghe di cortile che caratterizzano la nostra piccola remota provincia dell’impero, un cortile dove simpatiche comari continuano a litigarsi addosso senza accorgersi che il mondo esterno è cambiato, ho trovato molto interessante l’articolo che trovate a questo link.
Con la solita chiarezza e semplicità tipica della cultura anglosassone, viene spiegato come il futuro delle televisione “classica” starà nella sua evoluzione verso la multicanalità distributiva, un sistema organizzativo cioè dove lo stesso contenuto sarà reso disponbile attraverso una molteplicità di canali (esattamente come già succede in USA o comunque in altri settori quali ad esempio quello delle calzature sportive).
Questa mattina insieme ad un paio di amici abbiamo sperimentato l’add-on di skype chiamato Yugma. In pratica è un software che, appoggiandosi su skype (credo…), riesca a far condividere tra più utenti il contenuto di un’applicazione o del desktop, fornendo in pratica una piattaforma di videoconferenza piuttosto evoluta.
Devo ammettere che abbiamo dovuto baccagliare parecchio per farlo funzionare. Prima perchè le ns. versioni di skype non erano allo stesso livello di aggiornamento, poi Read the rest of this entry »
Dopo aver segnalato qualche mese fa l’avvenuto sorpasso del web rispetto alla TV per quanto riguarda il consumo settimanale del target degli “under 24″, ecco quindi l’ulteriore sorpasso: in Gran Bretagna si prevede che la spesa pubblicitaria 2009 sul Web supererà quella televisiva.
Lo dice una fonte attendibile come MSNBC nell’articolo che trovate qui ripreso nel blog di The Future Lab: http://blog.futurelab.net/2008/04/internet_will_overtake_tv_as_b.html
Per carità, il mercato britannico della comunicazione è assai diverso da quello italiano (più sano? più concorrenziale? certamente più multimediale!). Però fa impressione vedere come in Italia si sia ancora concentrati sugli esiti delle trattative tra Bonolis e RAI o su cosa pensa Simona Ventura, mentre nel mondo le cose vanno in un’altra direzione.
E Dio non voglia che tra poche settimane non ci tocchi assistere ad un’altra penosa “vendita” del Digitale Terrestre da parte del Governo come arma del futuro della comunicazione!
Il video qui sotto è interessante per almeno tre motivi. Il primo è perchè è diventato un grande fenomeno mediale di internet, una dimostrazione vivente che non servono necessariamente dosi abbondanti di promozione, grafica ed effetti speciali per attirare l’attenzione: basta un contenuto reale, molto molto vero. Ad oggi sono oltre 1.650.000 persone ad averlo visto.
Il secondo è che parla di cose che interessano chi scrive questo blog, ed in particolare di realtà virtuale, ricostruzioni di experience ed in generale di gestione di contenuto.
Il terzo, (e più importante) motivo è che quanto viene raccontato è un esempio di come ci piacerebbe che fosse la formazione e l’istruzione nel nostro paese, fatta da persone vere e determinate, in grado di appassionarsi ed inserite in un contesto che invece che demotivare le eccellenze e le innovazioni punta a valorizzarle per metterle a disposizione di tutti.
Ma di cosa stiamo parlando? Scopritelo da soli vedendo il video e/o leggendo la traduzione che trovate qui http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/10/08/lultima-lezione-di-randy-pausch/
Proseguendo nel segnalare quanto di buono (ed è molto…) si trova sul sito www.slideshare.net, vale la pena riportare questa bella presentazione di Jeff Brenman, il cui blog Apollo Ideas trovate nella zona dei link.
Si tratta di una presentazione molto interessante perchè aiuta a rendersi conto di alcuni numeri che qui, nella remota provincia dell’Impero, tendiamo a sottovalutare…. Se poi considerate che questa presentazione ha avuto quasi 500.000 spettatori, capite facilmente quanto sia spesso più facile e veloce oggi trasferire concetti complessi ricorrendo ad immagini, riuscendo a raggiungere una grande quantità di persone
Segnalo ai lettori il sito www.ireport.com. Si tratta di un progetto pilota della CNN (quindi di un editore non esattamente dilettante) che consiste nel mettere a disposizione una piattaforma per il caricamento e la condivisione delle news. In pratica un YouTube fatto di sole notizie.
Questa cosa ovviamente bypassa qualsiasi problema formale (tipo la molto italiana appartenenza ad un’Ordine professionale…) dando prova pratica che le news sono un genere di contenuto e non un media(come qualcuno qui da noi si ostina a pensa) e che quindi è la capacità di raccontare fatti e storie quella che conta e non certo il rispetto formale di un iter corporativistico.
Ireport mette a disposizione di chi vuol fare l’Editore (o come più mi piace definirlo: il content manager) un bacino di notizie (più o meno valide, ovviamente) con il quale completare la propria offerta di prodotto. La stessa CNN utilizza questo sito come fonte, affiancandola alla propria macchina operativa.
Ireport sfrutta la capacità delle persone di generare autonomamente contenuto di qualità, un’opportunità che solo la rivoluzione digitale di questi ultimi anni ha reso reale. Torneremo prossimanente su questo argomento sulla base di un progetto specifico che abbiamo in cantiere.
Abbiamo riportato qui sotto il filmato introduttivo del TiVo, un simpatico apparecchietto diffuso in USA, Australia e… Mexico che permette di fruire in modo interattivo di contenuti televisivi complessi.
In pratica non è molto diverso da quanto offre il decoder evoluto di Sky Italia ma con la differenza che può avere in input tutti i canali anche terrestri. Naturalmente possiede una connessione Adsl interna (e non un fantastico modem a 56k come i decoder italiani del dtt) e consente di saltare… la pubblicità
Con l’approssimarsi delle elezioni e del cambio di governo, ho la sensazione che risentiremo parlare presto della Grande Innovazione nella comunicazione rappresentata dal Digitale Terrestre.
Francamente mi pare una grande bufala per vari e numerosi motivi e mi pare, ahimè, l’ennesima dimostrazione di quanto siamo un Paese isolato, autoreferenziale e nel quale qualcuno (sveglio…) cerca di fare i propri interessi alle spalle del cittadino e del contibuente (per carità, anche questa una cosa mica del tutto originale)
Il passaggio al Digitale Terrestre (DTT per gli amici) è in sostanza lo stesso tipo di evoluzione che c’è stato anni fa quando è avvenuta la naturale migrazione dalla musica su vinile (analogica) a quella sul CD (digitale) ed oggi agli MP3 ed ai file musicali: serve una legge per sancire questo o basta il naturale evolversi del mercato? A qualcuno è mai venuto in mente di abolire per legge i 33 giri (i dischi in vinile per i lettori più giovani…).
1. Se il tuo unico attrezzo è un martello, tutti i tuoi problemi ti sembreranno somigliare a un chiodo (A.Maslow)
2. La peer production è la più potente forza industriale del ns. tempo (C. Anderson)
3. Entro 5 anni il 50% di tutti i contenuti saranno generati dagli utenti (anonimo)
4. Il futuro è già qui. Solo che non è ancora iniziata la sua distribuzione (W.Gibson)
5. Non sono le specie animali più forti quelle che sopravvivono. Sono quelle più capaci ad adattarsi al cambiamento (C.Darwin)
6. Se avessi chiesto alle persone cosa volevano, avrei costruito un cavallo più veloce (H.Ford)