Sarà certamente applicato ad un mercato più evoluto e wired del nostro, ma certamente l’esperienza insegna che quanto avviene nei media oltreoceano prima o poi arriva anche da noi (magari con qualche ostacolo in più per motivi di caratteristiche del mercato nazionale). IBM prevede cambiamenti nei prossimi 5 anni che non avevamo visto negli ultimi 50: e c’è motivo di crederci considerando la velocità con la quale evolvono tutte le tecnologie di comunicazione (e quindi anche l’advertising).
Come promesso ieri, ecco la presentazione utilizzata ieri all’Università di Urbino. Ricordo a tutti i partecipanti che possono trovare in questo blog tutti gli altri riferimenti citati nell’esposizione (dai libri ai siti internet, ecc.)
Ho ricevuto da M.Hamstra la segnalazione che è stato pubblicato su slideshare il sequel della presentazione I am the Media pubblicata anche in questo blog (raggiungibile cliccando qui).
Il lavoro è frutto degli amici di The Future Lab e mi pare assolutamente interessante e degno di pubblicazione. Eccolo dunque qui sotto.
Questo video, trovato casualmente in rete, credo valga molto più dei 9 minuti di tempo necessari per vederlo. Ovviamente si può poi anche parlare dell’eccellente qualità del player di Vimeo ma è oggi un dettaglio…
Riporto a questo LINK l’intervista realizzata da Paolo Madron per il Sole24Ore di oggi a Marco Benedetto, per 28 anni massimo dirigente del Gruppo Espresso-Repubblica.
E’ veramente un’eccellente intervista, uno spaccato su come funziona ed ha funzionato il minuscolo settore editoriale in Italia e di come, viceversa, siano altri mercato (gli USA in particolare) i riferimenti da osservare per capire le tendenze in corso. Credo valga la pena leggerla.
P.S.: dato che non è detto che l’intervista rimanga online per sempre, cercheremo di riportarla quanto prima come scansione nel box.net che trovate in basso a destra.
Che viviamo ormai in un’era di forte disintermediazione, dove il consumatore (accorto) sia B2B sia B2C può godere di grandi opportunità (e qualche volta… altrettando grandi fregature…) non è un concetto del tutto originale.
Difficile quindi trovare qualche tipo di azienda più a rischio delle agenzie di pubblcità: chi ha proliferato nella logica dei media classici è costretto a reinventarsi il mestiere nell’epoca dei social media.
In questo senso mi è parsa molto interessante (come al solito) la sintesi delle prospettive fatta dagli amici di The Future Lab.
Ecco una delle più recenti presentazioni di Acid Labs (di cui avevamo pubblicato già l’approfondimento sui knowledege workers qualche settimana fa).
Come al solito una quadro sintetico ma molto efficace (grazie anche ad un’accattivante scelta delle immagini). Stiamo seguendo un progetto di introduzioni di tecnologie “social media” in un’azienda che si occupa di servizi e probabilmente non sarebbe male che i ns. Clienti vedessero questa cosa
In questi turbolenti giorni di macelli finanziari (che credo durerenno ancora per un po’, almeno fino a quando la finanza avrà recuperato la sua funzione di essere un mezzo per l’impresa e non un fine…), forse possiamo trovare un po’ di tempo per rinfrescarci le idee e fare il punto sui progetti che abbiamo finora tenuto nel cassetto e che ora potrebbero venir buoni.
Stavano nel cassetto perchè non trovavano interlocutori interessati e forse per mancanza di tempo, non per la cattiva qualità di progetto.
In questo senso quindi ecco una ottimo quadro di Sean O’Malley (del quale trovate a fianco anche il blog) che suggerisce un buon metodo di lavoro
Fa un po’ impressione osservare che questa ottima presentazione, molto ampia ma godibilissima sia stata scritta 2 anni fa….
D’altra parte se due anni fa negli USA facevano questi ragionamenti, forse per la ns. remota provincia c’è ancora speranza di non perdere questo treno.
Tutti noi abbiamo degli amici che ci intasano la posta elettronica di catene di santantonio(come le odio!) test, immagini buffe, barzellette, e tutta una serie di spazzatura che non sempre èpoi così degna di nota. Fortunatamente l’avvento dei Social Media ha fatto diminuire(di poco)il fenomeno..ma di questo parleremo altrove. Oggi vi riporto il divertente testo che una volta mi inviò un amico..e per una volta fece cosa gradita.
P.s.
E’ di un po’ di tempo fa, ma per chi ci segue risulterà mooolto attuale.
“Alla COMDEX, una fiera di computer svoltasi di recente (tipo SMAU,n.d.t),
Bill Gates ha fatto un parallelo tra l’industria del computer e
quella dell’automobile, sentenziando che “Se la General Motors
fosse progredita con la tecnologia tanto quanto l’industria dei
computer,ora tutti noi guideremmo automobili da 25.000 dollari che
percorrono circa 400 Km. con un litro di benzina”.
In risposta a queste osservazioni di Bill Gates, l’Ufficio Stampa
della General Motors ha emesso il seguente comunicato: “Se la GM
avesse sviluppato la propria tecnologia con gli stessi criteri con
cui Microsoft ha sviluppato Windows, tutti noi guideremmo
automobili con le seguenti caratteristiche:
1. senza alcun motivo particolare, l’automobile avrebbe incidenti
due volte al giorno;
2. ogni volta che ridipingono le linee sulle
strade, occorrerebbe comprare una nuova automobile;
3. di tanto in tanto l’automobile morirebbe in mezzo all’autostrada
senza alcuna
ragione particolare; dovremmo spingerla a lato della strada,
chiudere tutte le Read the rest of this entry »
Nell’ultima newsletter gentilmente offerta da McKinsey ai navigatori c’è un’interessantissima intervista a Brad Bird, il regista del film d’animazione Ratatouille. Il link è questo.
E’ molto interessante non solo perchè parla di film ma soprattutto perchè parla di innovazione, gestione della creatività ed in ultima analisi di management del contenuto.
P.S.: per vederla dovete censirvi. E’ gratis ma ne vale la pena
1. Se il tuo unico attrezzo è un martello, tutti i tuoi problemi ti sembreranno somigliare a un chiodo (A.Maslow)
2. La peer production è la più potente forza industriale del ns. tempo (C. Anderson)
3. Entro 5 anni il 50% di tutti i contenuti saranno generati dagli utenti (anonimo)
4. Il futuro è già qui. Solo che non è ancora iniziata la sua distribuzione (W.Gibson)
5. Non sono le specie animali più forti quelle che sopravvivono. Sono quelle più capaci ad adattarsi al cambiamento (C.Darwin)
6. Se avessi chiesto alle persone cosa volevano, avrei costruito un cavallo più veloce (H.Ford)