Trovo molto interessante questa intervista sul Corriere online di C. Anderson, l’autore di “La Coda Lunga” e “Free”, più volte citato in questo blog. In particolare, al di là dell’enfasi sulle oggettive opportunità offerte dalla piattaforma tablet/ipad, mi pare molto sensato quanto viene detto sulla necessità di reinvenzione dei modelli di business dell’editoria, soprattutto per quanto riguarda i ricavi.
E se non fossero solo poi i modelli di business dell’editoria ma quelli di molte aziende “al alta densità di contenuto/informazione” da reinventare?
Veramente molto stimolante questo articolo di Fredric Filloux sulle possibilità nuove ed interessanti per il giornalismo nel caso in cui decollino le piattaforme “tablet” quali gli Ipad e relativi cloni (le cose che possono servire a leggere gli e-book, insomma).
In particolare si dimostra (ed alla base in fondo, per me c’è il sempre valido discorso di Chris Anderson sulla digitalizzazione dei contenuti…) come nel momento in cui la distribuzione digitale di e-book raggiungesse una base significativa, molti dei vari approfondimenti e/o testate collegate dei quotidiani potrebbero creare un nuovo mercato, instrinsecamente digitale e con una ben diversa struttura dei costi (interessante sia per gli autori sia per gli editori… ma molto meno per i distributori).
Rimandando alla lettura integrale, anticipo la tabella dei costi:
In fondo non è molto diverso da quello che è successo per la musica….
Molto interessante questa presentazione di Brady Gilchrist. Sia per il contenuto sia per l’antica riflessione che ne scaturisce per quanto ci riguarda in Italia….
A giorni alterni si dibatte su banda larga e cablatura (e chi lo fa, chi non lo fa, quali interessi si toccano, ecc.). Ma tutto questo non vi sembra piuttosto antico e fuori tempo, se consideriamo le mirabilie possibili già con l’attuale rete mobile e soprattutto con la già attiva rete 4g che Verizon sta lanciando negli Usa (e, credo, Vodafone sperimentando in Italia)?
Certo gli operatori sono ancora un po’ indietro nella loro offerta commerciale (provare per credere…..), però la potenza di fuoco di questi aggeggi è realmente rivoluzionaria per chi sa vedere un po’ altre la classica Tv generalista terrestre, seppure digitale.
Dal Mass media al Personal media , con tutto quanto ne consegue sui precisi accoppiamenti contenuto/consumatore. Ed i conseguenti ricavi…
E’ qualche mese che cincischio sull’ipotesi di comprare un lettore di e-book. Nessuno mi pare del tutto convincente: i kindle di Amazon alla fine hanno una libreria limitata (per i tipi di libri che in genere acquisto), il sony PRS 600 pare il migliore e più aperto, più ce n’è una pletora di altri ma senza che esiste comunque uno standard di riferimento.
In generale mi farei convincere se qualcuno di questi soggetti mi sostituisse l’acquisto cartaceo delle riviste che leggo, evitandomi pesi inutili ma finora non ho ancora incrociato un global player in grado di dare questo servizio. Prevalentemente l’offerta online è ancora legata al PC + internet con i conseguenti limiti sulla navigabilità offline.
Ora però, ravanando sulle macchine che stanno uscendo con Android come sistema operativo ho incrociato questo:
Al di là del fatto che sembra che faccia di tutto e di più (e mi incuriosisce la sua durata in un ambiente difficile come un cantiere edile) e che il prezzo mi sembri ancora caruccio, la cosa più interessante è l’accordo che costoro hanno messo in piedi con NewspaperDirect.com per avere una sorta di abbonamento flat ad un sacco di quotidiani, ivi compresi moltissimi italiani (pecca per esempio del kindle di Amazon).
E’ uscita da poco la nuova versione di questa fantastica macchinina chiamata espresso book machine (EBM per gli amici) che non è altro, alla fine, che una stampante intelligente che arriva però a confezionare un libro come prodotto finito.
Questa cosa in realtà si poteva già fare più o meno da tempo (è un servizio che anche Amazon ha nel proprio caleidoscopico portafoglio prodotti). Quello che adesso cambia è che questo oggettino comincia ad essere distribuito nel mondo (vabbè… non da noi) ed offre un catalogo (ad oggi…) di oltre 2 milioni di titoli. I signori che l’hanno inventata si chiamano, guarda un po’, ondemandbooks.
Insomma per i lettori più tecnologici di noi esistono il Kindle e i suoi fratelli. Per quelli ancora innamorati dell’odore della carta (no, non dell’inchiostro, ovviamente) ora c’è la possibilità di avere anche il libro fisico. Di tutta quell’enorme quantità di libri che magari non verrebbero mai pubblicati perchè destinati ad un sicuro insuccesso ma che magicamente ora rischiano di trovare un loro, seppur piccolo, mercato di nicchia.
In fondo è sempre la solita stessa storia della Coda Lunga… Il contenuto è quello che conta, il resto è ormai commodity
Riporto il LINKall’articolo del Corriere della Sera che annuncia fin da subito la disponibilità del quotidiano milanese sul Kindle2 e l’avvio delle vendite in Italia dell’oggetto del desiderio by Amazon a partite dal 2010. Al quale si affiancherà però quello prodotto in partnership da Sony e Google, con un catalogo molto più ampio e ricco anche di materiale libero da diritti.
L’oggetto, che si chiama Flepia (e che trovate nella foto qui a fianco), sembrerebbe essere comunque molto più grande (si parla anche di una versione A4 ed una A5), con lo schermo a colori ma soprattutto molto molto più costoso.
Ne avevam parlato ancora un anno fa e ne riparliamo adesso. Per chi è amante della lettura è un vero oggetto del desiderio…. però disponibile solo negli USA. E’ il Kindle2, l’aggeggio che permette di tenere in un oggetto lungo come una matita ed altrettanto spesso oltre 15.000 libri (per non parlare di backup, lettura del testo ecc.
Non lo vendono da noi perchè basa la propria procedura di acquisto di libri sulla rete cellulare. Però è un vero peccato, mannaggia. Intanto godetevi uno dei vari filmati pubblicitari e se volete saperne di più questo è il LINK.
1. Se il tuo unico attrezzo è un martello, tutti i tuoi problemi ti sembreranno somigliare a un chiodo (A.Maslow)
2. La peer production è la più potente forza industriale del ns. tempo (C. Anderson)
3. Entro 5 anni il 50% di tutti i contenuti saranno generati dagli utenti (anonimo)
4. Il futuro è già qui. Solo che non è ancora iniziata la sua distribuzione (W.Gibson)
5. Non sono le specie animali più forti quelle che sopravvivono. Sono quelle più capaci ad adattarsi al cambiamento (C.Darwin)
6. Se avessi chiesto alle persone cosa volevano, avrei costruito un cavallo più veloce (H.Ford)
7. Non chiederti cosa puoi fare con internet e i new/social media ma cosa internet ed i new/social media stanno già facendo alla tua attività (A.Ray)