Dopo che sei impazzito per qualche anno a conoscere i più reconditi angoli di powerpoint (ed alla fine aver capito che le presentazioni vengono meglio se non si usano i template e i punti-elenco…), aver messo a punto raffinate strategie di temporizzazione dei passaggi tra le slide, non essere magari ancora arrivato a metterci gli effetti sonori… arriva questo signore qui sotto…
Geniale mi pare poco (ed a prescindere dalla condivisione del contenuto..). Quando si dice tornare al back to basics
Molto interessante questo report del Pew Research Center sull’evoluzione delle news, con un consumo che si sta spostando sempre più sul web se non sul mobile. Ma dove comunque l’argomento principale è il meteo e sempre di più i lettori/consumatori sono parte attiva del processo di generazione delle informazioni.
Segnalo questo articolo del Corriere Online che parla del televoto a Sanremo. La cosa che fa riflettere non è tanto chi ha vinto o chi ha perso ma la quantità dei votanti rispetto alla platea televisiva e soprattutto il tipo di strumento usato per votare.
In estrema sintesi mi salta all’occhio che:
chi ha vinto ha ricevuto circa 212.000 voti (ma non c’erano orde di spettatori davanti alla TV?)
il vincitore ha preso poco meno del 33% dei voti. Il che significa che i voti totali per la serata finale sono stati circa 640.000 (ma non c’erano orde di spettatori davanti alla TV?). Dati più o meno simili anche nelle altre serate a livello di numero globale.
la percentuale di voti ricevuti da telefono fisso o cellulare varia moltissimo in base al cantante scelto:
il vincitore ha preso circa il 75% dei voti dai telefoni cellulari ed il 25% dai fissi
i secondi il 47 dai cellulari ed il 53% dai fissi
il terzo il 18% dai fissi e l’82% dai cellulari
Un sacco di spunti per riflettere (ai quali aggiungerei anche i 2.705.000€ provenienti dai ricavi del televoto…), senza dimenticare qualche pensierino sull’uso (astuto) dei dati Auditel che viene fatto nella comunicazione giornalistica e nel marketing…
Riprendo dal post di Sean Corcoran questa tabella, molto utile come punto di partenza per definire oggi le strategia di utilizzo dei media. Ovviamente vale sia dal punto di vista del brand investitore, sia da quello del cosiddetto editore (cioè il proprietario/gestore) del singolo media
Eccellente questo articolo di Roger Dooley sui programmi di fidelizzazione. Lasciando alla lettura diretta per i particolari, è importante portarsi a casa il concetto che i programmi di fidelizzazione funzionano (e questo vale sempre..) anche meglio se viene data la sensazione di una maggiore facilità nel raggiungimento dell’obiettivo. Da tenere in assoluto conto!
Questo è uno dei vari video che dimostrano la fantastica funzionalità di ricerca visuale di Google (goggles per gli amici, con un divertente giochino di parole.
Che dire? Mentre noi stiamo ancora al DTT, questa funzione apre un incredibile serie di opportunità, dal commercio al turismo in primis. Ovviamente funziona solo su telefoni ragionevolmente evoluti (android, iphone, ecc) ma se pensiamo che entro un paio d’anni sarà il 50% (e non l’attuale 90%) la modalità di connessione ad internet domestica, è facile capire come può cambiare il mondo (mentre qui ancora si discute se la banda larga serve od è una simpatica ensemble di buontemponi sovrappeso)
Da sabato sera ho ricevuto l’invito come tester di Google Wave, il nuovo tool che dovrebbe rivoluzionare le modalità di comunicare tra persone, integrando email, chat ed un sacco d’altre cose. A vederlo sembra piuttosto complicato ma probabilmente dipende dal fatto che bisogno approcciarsi con una logica diversa, cioè non basata sui “vecchi” tool.
Posso invitare fino a 20 amici come ulteriori tester quindi, se qualcuno è interessato, non deve far altro che mandarmi un’email. E’ comunque particolarmente divertente il video di spiegazione che si riceve nell’invito, che riporto qui sotto ma che, senza il contesto di pagina nel quale è inserito, perde il 90% della godibilità.
Segnalo l’articolo di Stefano Carli su Affari e Finanza di Repubblica sulle prossime mosse di Mediaset nel campo della Tv & Web. E se si sentono minacciati loro (che possono agire/rimediare con non piccoli mezzi a loro disposizione), cosa dovrebbero fare la pletora di altre TV italane (locali in particolare)?
E pensare che con il giusto approccio si potrebbero fare cose eccellenti con veramente poche risorse, ovviamente innovando…
Come promesso ieri, ecco la presentazione utilizzata ieri all’Università di Urbino. Ricordo a tutti i partecipanti che possono trovare in questo blog tutti gli altri riferimenti citati nell’esposizione (dai libri ai siti internet, ecc.)
Molto interessante questo pezzo sul blog di The Future Lab, dove si ragiona sul futuro del giornalismo e dell’editoria. E’ sempre la vecchia questione di separare il contenuto dal contenitore ma qui mi pare scritta in modo molto chiaro ed efficace
All’inizio di questo blog avevamo ragionato su come monetizzare il lavoro editoriale sul web (i più pazienti non avranno difficoltà a trovare il post specifico). Ora ho trovato questa presentazione di Johannes Bhakdi che pare fare al nostro caso.
Questa presentazione di O’Reilly mi sembra oltremodo interessante. Soprattutto in un momento in cui molto si ragiona o sragiona da noi sulla riforma delle istituzioni, costituzione ecc.
Il concetto del Gov 2.’0 mi pare tanto interessante quanto, purtroppo, poco implementabile da noi.. (perchè significherebbe prendere decisioni razionali e non solo politiche (da noi perlopiù sinonimo di illogico o corrispondente ad interessi particolari). Però chissà…
1. Se il tuo unico attrezzo è un martello, tutti i tuoi problemi ti sembreranno somigliare a un chiodo (A.Maslow)
2. La peer production è la più potente forza industriale del ns. tempo (C. Anderson)
3. Entro 5 anni il 50% di tutti i contenuti saranno generati dagli utenti (anonimo)
4. Il futuro è già qui. Solo che non è ancora iniziata la sua distribuzione (W.Gibson)
5. Non sono le specie animali più forti quelle che sopravvivono. Sono quelle più capaci ad adattarsi al cambiamento (C.Darwin)
6. Se avessi chiesto alle persone cosa volevano, avrei costruito un cavallo più veloce (H.Ford)